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Cinema

Star Wars: L’ascesa di Skywalker, l’epica conclusione della saga

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Kylo Ren (Adam Driver) raggiunge il pianeta sith Exegol, dove un redivivo imperatore Palpatine (Ian McDiarmid) ha preparato in gran segreto una gigantesca armata di star destroyer, ognuno dotato di un cannone in grado di distruggere un intero pianeta.
Intanto Rey (Daisy Ridley) sta portando avanti il suo allenamento jedi sotto la guida del generale Leia (Carrie Fisher).

Dopo un cambio totale dietro il team alle redini del film – il regista e lo sceneggiatore di Jurassic World, Colin Trevorrow e Derek Connolly, hanno ceduto il posto a J.J. Abrams e Chris Terrio (Argo, Justice League) – arriva finalmente nelle sale l’atteso capitolo “finale?” di Star Wars.
Un episodio preannunciato non solo come l’ultimo della nuova trilogia, ma anche come una vera e propria conclusione della saga legata alla famiglia Skywalker.
Non sono in effetti previsti nuovi film per adesso; probabilmente visto anche l’intento di Disney di concentrarsi maggiormente sulla produzione di serie tv ambientate nell’universo creato da George Lucas (è uscita recentemente negli USA, sul servizio di streaming Disney+, The Mandalorian).
Quindi addentriamoci alla scoperta di questa nuova e conclusiva avventura spaziale!

Per parlare di questo Star Wars: L’ascesa di Skywalker bisogna parlare delle reazioni che ha suscitato nel pubblico il precedente capitolo, Gli ultimi Jedi.
Il film scritto e diretto da Rian Johnson ha avuto infatti un impatto fortemente divisivo, ottenendo il plauso della critica e l’odio della maggior parte del fandom talebano.
Una reazione dovuta alla natura “sabotatrice” della pellicola, volta a giocare con i topoi della serie e a ribaltare le aspettative dei fan.
Questa reazione ha portato la produzione a giocare più sul sicuro in questo nuovo film (la presenza dello storico villain della saga Palpatine, già annunciata alla Star Wars Celebration di aprile, sapeva già di “restaurazione”), correggendo in corsa alcune delle svolte prese ne Gli ultimi Jedi.
Proprio per questo L’ascesa di Skywalker nella prima parte infila un sacco di eventi, correndo come un matto di pianeta in pianeta, come a voler condensare un intero altro film, sostitutivo del precedente, prima di passare al terzo capitolo vero e proprio.
Conclusi gli obblighi di retcon, il film finalmente si assesta regalandoci alcuni dei momenti migliori (la parte sul relitto della Morte Nera in primis), accompagnandoci verso una epica resa dei conti finale, con conseguente epilogo che non mancherà di emozionare gran parte del pubblico in sala.
Degno di nota è sicuramente l’impianto visivo, che sa regalare momenti dal forte impatto spettacolare (la presentazione del pianeta Exegol, per esempio).

 

Star Wars
Rey (Daisy Ridley) affronta Kylo Ren (Adam Driver) nel relitto della Morte Nera.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker risulta un capitolo più canonico e meno originale rispetto al precedente, ma che sa comunque regalare momenti dal forte impatto sia estetico che emotivo. I fan delle inaspettate svolte de Gli ultimi Jedi – probabilmente pochi – potrebbero storcere il naso di fronte al ritorno allo status quo.

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