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Cinema

Time Warp: Macbeth di Orson Welles

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Macbeth (Orson Welles) è un fedele condottiero del re di Scozia Duncan (Erskine Sanford). La fatidica profezia di tre streghe (Peggy Webber, Lurene Tuttle e Brainerd Duffield), e la sete di potere della moglie (Jeanette Nolan), lo porteranno a tradire ed uccidere il suo sovrano per prenderne il posto. L’eroe ormai caduto, trasformatosi in un tiranno, verrà sconfitto da una ribellione guidata da Macduff (Dan O’Herlihy) e Malcolm (Roddy McDowall), figlio del re assassinato.

Macbeth, uscito nel 1948, rappresenta la prima riduzione cinematografica da William Shakespeare diretta dal leggendario Orson Welles (Quarto potere, La signora di Shanghai, L’infernale Quinlan). In seguito il regista adatterà per il grande schermo Otello (del 1952) e il pot-pourri Falstaff (tratto da più opere shakespeariane e uscito nelle sale nel 1965).
Welles aveva già precedentemente portato a teatro la tragedia nel 1936, al Lafayette Theatre di New York, in una originale versione ambientata su un’isola dei Caraibi, con un cast totalmente composto da attori afroamericani (questa rappresentazione è nota col nome di Voodoo Macbeth).

Le restrizioni di budget imposte dalla Republic Pictures costrinsero Welles a girare il film in soli 23 giorni, e a una ottimizzazione per quanto riguarda il comparto scenografico.
Questa limitazione della messa in scena viene trasformata dal regista in un punto di forza: una scenografia stilizzata illuminata in modo fortemente contrastato, al limite dell’espressionistico.
Una trovata che conferisce un fascino innegabile a questo Macbeth di ambientazione medioevale- preistorica (l’azione non si svolge sullo sfondo di castelli, ma in antri di pietra. Ci troviamo in una Scozia selvaggia e misteriosa, di tempi remoti, spesso e volentieri avvolta da una fitta e impenetrabile nebbia).
In questo setting, barbarico e ancestrale, il regista aggiunge una tematica all’opera shakespeariana: il tema della lotta tra la nuova religione, quella cristiana (rappresentata dal Sant’uomo), e le credenze degli antenati, quelle druidiche (naturalmente rappresentate dalle streghe).
Welles inoltre, per rispettare l’unità teatrale, opta per lunghi piani sequenza, dove gli attori possono recitare a ruota libera come se si trovassero sul palcoscenico.

Macbeth
Welles aggiunge alla tragedia shakespeariana la tematica dello scontro religioso.

Un adattamento da Shakespeare importante e significativo, da recuperare assolutamente insieme alla versione diretta da Roman Polański e a Il trono di sangue di Akira Kurosawa.

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