Una mostra, ‘Pink Floyd: il lato oscuro’, dal 26 settembre al 30 novembre alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna, ripercorre la carriera di uno dei gruppi più amati della storia della musica in una quarantina di scatti attraverso le immagini di Storm Thorgerson, artista grafico che ha contribuito a creare l’identità visiva della band, Jill Furmanovsky, una delle fotografe britanniche più importanti nel mondo del rock, Colin Prime e Baron Wolman.

Storm Thorgerson, fotografo e graphic designer co-fondatore nel 1968 dello Studio Hypgnosis, che ha realizzato le copertine più iconiche e memorabili del gruppo, ha saputo catturare l’essenza della loro musica dando vita ad immagini inscindibili dalla produzione artistica dei Pink Floyd. La mostra raccoglie una selezione di questi lavori a testimonianza di una collaborazione divenuta, fin dalla fine degli anni 60, simbiotica. Molti lavori di Thorgerson sono stati esposti in musei britannici a testimonianza della qualità del lavoro di Studio Hypgnosis, che ha realizzato cover anche per artisti come Peter Gabriel, Muse, Led Zeppelin, Black Sabbath.

Le foto di Furmanovsky e Prime mostrano il gruppo al pieno del suo splendore, mentre quelle di Baron Wolman immortalano i Pink Floyd, con ancora Syd Barrett, a San Francisco durante il loro primo tour americano nel 1967.

Storm Thorgerson, se ne è andato nel 2013 dopo lunghi anni di malattia. Considerato uno dei miglior designer di cover al mondo, è riuscito a rendere pop immagini surreali, operando direttamente su materiale promozionale che fino all’arrivo dei supporti digitali era considerato molto rilevante per una pubblicazione sonora.

Oggi, molto probabilmente, Storm Thorgerson farebbe molta fatica ad emergere e il suo lavoro non troverebbe spazio in un mercato in cui la musica digitale non ha più una forma e un colore e in cui gli ascoltatori molto spesso non danno alcuna importanza ad una copertina. Peggio per loro, perché quello che si perdono non tornerà davvero mai più.

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