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Cinema

It – Capitolo due, sequel schizofrenico per il Club dei Perdenti

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27 anni dopo gli eventi dell’estate dell’89, gli ormai adulti membri del Club dei Perdenti devono tornare a Derry per sconfiggere una volta per tutte il terrificante It (Bill Skarsgård).

Arriva nelle sale It – Capitolo due, seconda parte del film che detiene il record per il maggior incasso nella storia del cinema horror.
Dopo un primo episodio dedicato esclusivamente all’infanzia dei protagonisti, questo capitolo non copre solo la parte “adulta” del romanzo di Stephen King, ma comprende anche qualche incursione nel passato (fondamentale nel libro il dialogo tra passato e presente).
Cast di prim’ordine per la controparte adulta dei Perdenti, comprendente volti noti come James McAvoy, Jessica Chastain e Bill Hader.

Sta per iniziare il film, ci sono voluti quasi venti minuti di pubblicità, ma finalmente sta per iniziare.
Un fugace pensiero mi riporta al primo It, un film magistralmente confezionato ma che non mi aveva entusiasmato, uno showcase di jumpscare ben calibrati che mi aveva lasciato poco.
Le speranze che il secondo riesca a restituirmi maggiormente le sensazioni del capolavoro letterario kingiano vengono alimentate da una scena di apertura perfetta, quella dell’assalto al giovane omosessuale Adrian Mellon (interpretato dall’enfant prodige della regia Xavier Dolan, estimatore del primo It di Muschietti).
Il film procede sotto i migliori auspici (un’efficace introduzione dei Perdenti adulti, il ritorno a Derry, una suggestiva sequenza animata che illustra la storia del rito di Chud); a volte si cade in alcuni vizi del film precedente, come lo schematismo della ricerca dei ricordi perduti (nel primo era presente nella parte in cui l’antagonista si manifestava in varie forme ai ragazzi).
Fin qui un film solido, al livello del primo se non superiore. Fin qui tutto bene, ma non sapevo che l’”orrore” si nascondeva proprio dietro l’angolo.
Una scena con Eddie (James Ransone) è stranamente sopra le righe, qualcosa non torna. Ed ecco che arriva: una vomitata in faccia sulle note di Angel of the Morning.
Da qui il film deraglia. Entriamo in una seconda parte in cui gli elementi positivi vengono totalmente screditati da scenette comiche demenziali, dal tono perfetto per comedy horror come La casa 2 o Drag Me to Hell, ma che poco hanno a che fare con It, anche solo considerando il tono dettato dal film precedente. Ci si trascina, tra una sghignazzata e l’altra, fino ad una resa dei conti finale con qualche nota positiva, ma in generale tirata troppo per le lunghe.

It
Uno sconsolato Club dei Perdenti.

Un film schizofrenico, con una prima parte molto buona, in seguito rovinata da alcuni elementi totalmente fuori luogo. Probabilmente il successo del prequel ha portato la produzione verso scelte ritenute più appetibili per il grande pubblico.

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