Masters of Horror è un piccolo cult televisivo degli anni 2000, una serie antologica che conta episodi diretti da alcune tra le più grandi firme dell’horror (tra i tanti Tobe Hooper, Dario Argento e John Carpenter).
L’antologia è stata ideata e prodotta da Mick Garris, regista noto ai più per i suoi adattamenti per lo schermo delle opere letterarie di Stephen King (il film I sonnambuli, le miniserie tv  L’ombra dello scorpione e Shining).
MOH (come verrà abbreviato il nome della serie da adesso in poi) è stata la prima significativa spedizione nel genere horror durante il boom del nuovo corso delle serie tv (Lost, I SopranoThe Wire).
Dietro la macchina da presa di due degli episodi più riusciti troviamo Joe Dante (Piranha, L’ululato, Gremlins), regista di culto, e appassionato cinefilo, compagno di merende di quel geniaccio di Steven Spielberg.
Prenderemo in esame proprio le sue due puntate di MOHCandidato maledetto (in originale Homecoming) e Contro natura (in originale The Screwfly Solution).

Candidato maledetto (Homecoming)

Mentre un presidente repubblicano è in piena campagna elettorale per la sua riconferma alla Casa Bianca, soldati, morti durante la guerra voluta da lui (e dai poteri forti che lo sostengono), tornano in vita come zombie per votare contro la sua rielezione.

Tratto dal racconto Death & Suffrage di Dale Bailey e sceneggiato da Sam Hamm (la penna dietro il Batman di Tim Burton), Candidato maledetto è probabilmente la puntata più politica dell’intera serie. In questo episodio del 2005 – sotto la presidenza di George W. Bush e in piena guerra d’Iraq – Dante adatta la “satira zombesca” di George A. Romero ai tempi.
Troviamo riferimenti diretti a Romero e alla sua opera disseminati per tutto l’episodio (la scena del cimitero che richiama l’inizio de La notte dei morti viventi, i continui dibattiti televisivi come in Zombi, addirittura il nome del regista scritto su una lapide).
Joe Dante riesce a donare alla storia quella sua distintiva vena beffarda sopra le righe, portando la metafora degli zombie al livello successivo.

Contro natura (The Screwfly Solution)

Un misterioso virus porta gli uomini ad uccidere le donne; gli scienziati Alan (Jason Priestley) e Barney (Elliott Gould) cercano una soluzione al terribile morbo. Intanto Anne (Kerry Norton) e Amy (Brenna O’Brien), moglie e figlia di Alan, vedono gli effetti dell’epidemia colpire anche la loro cittadina.

Altra ispirazione letteraria (il racconto omonimo di James Tiptree Jr., pseudonimo della scrittrice di fantascienza Alice Bradley Sheldon), sempre Hamm alla sceneggiatura.
Contro natura è un incubo tutto femminile, un episodio che declina l’epidemia di follia assassina di La città verrà distrutta all’alba (di nuovo Romero) al femminicidio.
Dal tono più disperato e drammatico rispetto alla precedente regia di Dante, l’episodio porta avanti sempre una riflessione sull’oggi, questa volta legata a tematiche come la guerra tra i sessi e l’ecologismo.
Uno dei migliori episodi della seconda stagione di MOH, in generale più sottotono rispetto alla prima.

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