Robert Kraft (Richard Boone) diviene il nuovo gestore del cimitero di Immotal Hill. Si convince di poter causare la morte dei proprietari dei lotti inserendo spilli neri nella mappa del camposanto: sono solo macabre coincidenze o Kraft ha davvero un qualche potere di origine sovrannaturale?

Louis Garfinkle (in seguito tra i soggettisti dell’immenso Il cacciatore di Cimino) scrive un piccolo e allucinato horror per il regista Albert Band.
Band (al secolo Alfredo Antonini) è un regista italiano naturalizzato statunitense che ha iniziato i suoi primi passi come assistente – e inseguito anche come sceneggiatore ne La prova del fuoco – del grande John Huston.
Sarà prevalentemente coinvolto in western (un esempio Massacro al Grande Canyon, co-diretto con Sergio Corbucci) e in b-movie horror (Dracula contro zombi), di cui proprio I Bury the Living rappresenta una delle pellicole più riuscite.

Il film, uscito nel 1958, è vicino nello spirito a una serie tv sua contemporanea: quel Ai confini della realtà di Rod Serling che inizierà a sconvolgere i telespettatori americani proprio un anno dopo, portando sul piccolo schermo ansiogene e geniali storie sovrannaturali, scritte spesso da pesi massimi della fantascienza e del fantastico (Richard Matheson, Charles Beaumont, Ray Bradbury).
I Bury the Living è un piccolo Kammerspiel orrorifico (il film è quasi esclusivamente ambientato nella baracca del custode del cimitero), con alcune derive oniriche, al limite dell’espressionismo (il tabellone della mappa che sembrerebbe ingrandirsi e brillare di luce propria).
Protagonista assoluto della pellicola è Albert Kraft, meravigliosamente interpretato da Boone, con la sua ossessione, il tormento di essere il responsabile – anche se involontario – di tutte quelle morti. Una ossessione che ben è sottolineata dalla colonna sonora di Gerald Fried, compositore che ha musicato tutti i lavori di Stanley Kubrick fino ad Orizzonti di gloria.
Dove delude I Bury the Living è nel suo finale, con un colpo di scena per niente convincete che lascia aperti parecchi buchi nella trama.

Bury the Living
Il custode del cimitero Andy McKee (Theodore Bikel) con il nuovo gestore Robert Kraft (Richard Boone).

I Bury the Living è un interessante horror psicologico, consigliato a tutti i fan di Ai confini della realtà e opere similari.

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