Clara Manni (Lucia Bosè) è una ex commessa diventata attrice grazie ai produttori Ercolino Borra (Gino Cervi) e Gianni Franchi (Andrea Checchi).
Convinta a sposarsi con Franchi, visto anche l’entusiasmo dei genitori, si ritroverà intrappolata in una vita infelice, senza amore e con anche ripercussioni sulla sua carriera.

La signora senza camelie è la terza regia, datata 1953, di Michelangelo Antonioni, futuro autore di capolavori come Blow-Up e Professione: reporter.
Il film, che conta tra gli sceneggiatori la leggendaria Suso Cecchi D’Amico (Ladri di biciclette, Miracolo a Milano, Senso), mostra un Antonioni lontano dal cantore dell’incomunicabilità e dell’alienazione della tetralogia esistenziale (L’avventura, La notte, L’eclisse, Deserto rosso), un giovane regista volto ad un dramma dall’impianto più canonico (in cui però già si avverte il superamento del neorealismo).

Ritratto di un mondo dello spettacolo avido e opportunista (di cui Cecchi D’Amico ci aveva già regalato uno spaccato significativo in Bellissima di Visconti), La signora senza camelie si ispira in parte alla biografia della diva Gina Lollobrigida (proprio a lei fu inizialmente offerta la parte, poi rifiutata, della protagonista).
La coppia di produttori rappresentata – Borra/Cervi e Franchi/Checci – fa il verso al duo Carlo Ponti e Dino De Laurentiis.
Il mondo del cinema non viene risparmiato da Antonioni: una macchina produttiva che capitalizza sull’avvenenza di giovani attrici, e su argomenti scabrosi, per ottenere incassi facili (“Per me la sola formula è sesso, politica e religione” proclama il personaggio di Cervi in una scena del film).
Questa vuotezza del successo basato sull’immagine porterà Clara ad interrogarsi su cosa sia essere una vera attrice, a provare ad andare oltre, a cercare un riconoscimento che vada al di là della sua bellezza.
L’amaro finale la vedrà intrappolata nell’ennesimo ruolo da “bellona”, senza speranza e destinata ad una carriera effimera, pronta a concludersi una volta sfiorita la sua giovinezza.

Signora
Clara (Lucia Bosè) incontra Nardo (Ivan Desny), con cui sarà coinvolta in una relazione extraconiugale.

La signora senza camelie, disponibile sulla piattaforma Amazon Prime Video, è un buon dramma che dà l’occasione di vedere all’opera un Antonioni alle prime armi, diverso.

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