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Film indie

I Think We Are Alone Now, come sopravvivere (con Grazia) a un disastro

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Non so se sia ancora disponibile la versione in italiano, ma io di I Think We Are Alone Now ho visto la versione originale.

Parto subito dicendo che è un film di natura distopica post apocalittica, insomma una bella premessa, contando che nel cast troviamo anche Peter Dinklage (direttamente dal Trono di Spade), Elle Fanning, Charlotte Gainsbourg e il grande Paul Giamatti, diretti da Reed Morano.

In una città americana di un futuro non troppo lontano, si diffonde una specie di peste nera che non lascia vivo nessuno. I pochi rimasti si sono rifugiati chissadove ma di certo non dove è rimasto Del (Peter Dinklage) che vaga di casa in casa seppellendo i morti mantenendosi in vita adoperando espedienti particolari (come trafugare batterie), continuando a lavorare nella biblioteca e pescando la propria cena dal lago poco distante. La sua attività è tutto tranne che frenetica, anzi, Del si prende tutto il tempo necessario per fare quello che ormai è abituato a svolgere come attività principale. Entra in ogni casa, controlla se c’è ancora il cadavere di qualcuno e poi lo seppellisce in un’area ormai diventata il nuovo cimitero cittadino.

Un giorno però Del viene svegliato dal boato di fuochi d’artificio, insospettito si mette alla guida del suo pickup e trova una misteriosa ragazza bionda (Elle Fanning) che ha appena avuto un incidente con la propria auto in una via della città. Lei si chiama Grace e sconvolgerà la vita di Del e la tranquillità del piccolo centro americano.

Grace, inizialmente rifiutata da Del, riesce ad intrufolarsi nella tranquilla quotidianità di una città fantasma, portando un po’ di allegria e vivacizzando l’ambiente, aiutando il nuovo amico a “bonificare” le case ancora rimaste, seguendolo nelle faccende di tutti i giorni, imparando come si fa a “rimanere soli al mondo”.

C’è però una casa che Del non ha ancora visitato e che Grace inizia a ripulire da sola. Da quel momento tutto cambia, i due si avvicineranno troppo e forse si scoprirà che non sono rimasti davvero gli unici in città.

Quello che poteva derivare in un’idea da film d’azione, adrenalinico e post apocalittico, è subito smorzato nei primi 10 minuti di film, in cui non ci sono dialoghi, ma si vede solo Peter Dinklage vagare col suo pickup per la città ormai desolata bonificando le varie case. È un modo differente di interpretare una post-Apocalisse, non ci sono altri uomini, le vie di fuga sono interrotte e quello che conta è rimanere vivi e combattere contro una terribile solitudine che annichilirebbe chiunque. La via di salvezza è l’arrivo di Grace (non è un nome a caso) che coi modi talvolta irruenti ma deliziosi si insinua nella vita di Del sino a cambiarla.

I-Think-Were-Alone-Now

Le belle intuizioni della prima parte del film – con una fotografia spettacolare -, vengono però come smorzate dalla parte finale, costruita cercando di movimentare il tutto all’improvviso, come se ci fosse stata la necessità di chiudere presto e in fretta le riprese, nonostante la presenza di Charlotte Gainsbourg e Paul Giamatti a fare da inattesi comprimari.

La presenza di Elle Fanning si fa notare, non è solamente la biondina di turno, ma qualcosa di più, lo si può notare nei modi di fare e nella sua immediatezza e semplicità quasi ingenua che fa da contrasto al modo burbero e risoluto di fare che troviamo in Del. I due riescono ben presto a fare amicizia, regalandoci momenti delicati che annullano la solitudine e rendono l’inevitabile meno gravoso.

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