Tiene in mano una torcia segnaletica con una scia rosa fosforescente ed è un bambino che veste un giubbotto di salvataggio. È apparso su un muro incrostato di un edificio di Dorsoduro e potrebbe, il condizionale è d’ordine, essere un’opera attribuibile a Banksy.

Il lavoro prosegue nella scia di altri già firmati dall’artista britannico che hanno avuto come tema principale quello dell’immigrazione. Lo sguardo del protagonista dello stencyl cattura subito la nostra attenzione, proponendo riflessioni attuali come le migrazioni, la politica internazionale manche la cristi dell’arte contemporanea, della sua ricerca e della sua offerta.

Il bambino, con il fumogeno in mano, sembra porsi come una guida per i governi occidentali: occorre affrontare con decisione i processi geopolitici, rivedere la società materialista nata col capitalismo e cercare di non fare affondare le speranze delle future generazioni nell’acqua (i piedi del protagonista dell’opera sono proprio a livello dell’acqua).

Attualmente l’opera non è stata ancora rivendicata. In genere Bansky comunica di aver lasciato i propri messaggi in giro per il mondo dopo alcuni giorni sul proprio sito internet. Se ci fosse una rivendicazione, e l’opera in questione ha tutte le caratteristiche necessarie per diventarlo, si tratterebbe del primo passaggio firmato da Banksy in laguna. Potrebbe trattarsi di un falso, ma tutti puntano ad un 99% di originalità.

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