Ode a Sansa Stark.
E non perché sia di certo la più bella.
La è.

Ma perché il suo personaggio è cambiato così tanto, caratterialmente e a livello narrativo, da non avere eguali nella storia del Trono di Spade. La sua immagine di fanciulla, viziata da una famiglia per bene, innamorata di uno sbarbatelo ragazzino, un principe biondo è lontana anni luce da quella di una donna che sa di avere in mano un potere, di essere una regina e di averne viste anche troppo (persino un esercito di non morti che la assediano nelle cripte del castello).

Insomma, la vita di Sansa cambia da subito, da quando si accorge che il suo principino in realtà è un vero stronzo. E ad Approdo del re, la giovane Stark viene a contatto con i differenti modi di agire all’interno di un palazzo reale. Osserva Cersei, Varys, Dito corto e l’anziana Olenna Tyrell, da loro, in silenzio, capisce cosa si deve e cosa non si deve fare per riuscire a restare vivi. Passo dopo passo, il suo sguardo cambia, così come le sue movenze, meno impacciata e più a suo agio nella corte e nelle stanze dei palazzi.

L'evoluzione di Sansa Stark

Ma c’è di più, Sansa conosce Tyrion, anzi, ne diventa persino sua sposa. Conosce l’unico Lannister a non essere cattivo per diritto di sangue e sarà per lei uno sposo ben diverso da quello che le si prospetterà in futuro. Non so se Tyrion abbia amato Sansa, ma di certo l’ha rispettata e trattata non come una bambina, ma come una giovane donna alla ricerca del proprio posto nel modo di corti e paesaggi fiabeschi.

In un certo senso tutto lo svolgimento della storia principale della serie tv scorre parallelo ad una trasformazione di Sansa. Dalla gioia dorata delle prime apparizioni alle seconde nozze con quel pazzo sanguinario di Ramsay Bolton, Sansa capisce, soffre e diventa coriacea. Sa di essere stata usata ed ha capito che in futuro vorrà essere lei a tirare le fila della storia, almeno nel nord. Sansa perde la propria primigenia personalità per colpa di Dito Corto e di quella bestia di Ramsey, ma sa di volere vendetta. Impara a stare al gioco e si trasforma in una vera regina. Così elimina entrambi, a tempo debito. Diventa l’altra faccia di Cersei, la protettrice di un regno che sa usare i personaggi e i loro mestieri, architettando un capolavoro, con la complicità di Arya, nello sbarazzarsi di Dito Corto proprio quando la sua presenza sembrava ormai necessaria per ristabilire l’ordine a Grande Inverno.

La scena in cui Arya e Sansa mettono fine alla vita di Lord Baelish è infatti una delle più belle della serie. La sorella più grande ha creato una trama, la sorella più piccola ha in mano il pugnale con cui risolvere la vicenda. Entrambe agiscono in un gioco che dura pochi secondi, in cui un grande manovratore di storie cade trappola di due sorelle ormai grandi. Sansa cresciuta in autorità e sapienza, Arya diventata una assassina infallibile.

Ma c’è di più, perché Sansa diventa l’unica regina che sembra mantenere una certa autorità persino con l’arrivo di Daenerys. Già, perché anche i draghi si devono inchinare al freddo del suo regno e lei non ha alcun tremore, alcuna titubanza nel sentenziare i limiti che la sua casata può offrire nella preparazione della lotta contro gli Estranei e il re della notte. In quella che è la battaglia più importante del continente, mentre Jon combatte e viaggia di qua e di là, e si innamora della sua Dany, il popolo del nord ha eletto lei come guida.

E lo sguardo di Sansa è cambiato, totalmente cambiato. Non c’è più la spensieratezza di una piccola donna, ma la consapevolezza di sé di una regina. Perché Sansa sa di essere bellissima e potente oltre che la legittima “proprietaria” di Grande Inverno. Il suo sguardo è fiero, alla violenza ha saputo replicare con coraggio e si è vendicata. Gode di una grande autorità sui propri sudditi, è amata da essi e dai fratelli, e merita, quando sarà il momento, di stare nelle cripte ad imperitura memoria della famiglia Stark. Si dimostrerà anche una brava governante, esperta in logistica e giurisdizione della propria terra. Insomma, è una donna buona e coscienziosa che ha saputo trarre benefici da una storia di vita non propriamente felice. Per questo si fa voler bene, e si fa persino adorare tra i bellissimi personaggi femminili che la serie ci ha presentato.

Ode a Sansa.
La mia regina preferita.

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