Hellboy è il demoniaco detective del paranormale creato da Mike Mignola per il “terzo polo” delle case editrici americane, la Dark Horse Comics.
Sin dalla sua prima apparizione, risalente al 1993, il fumetto si è ritagliato il suo spazio di cult nel cuore degli appassionati.
Cucciolo di demone evocato dai nazisti durante le ultimi fasi della guerra, ultimo disperato tentativo per ribaltare le sorti dell’imminente sconfitta, viene trovato da soldati americani e cresciuto come agente del bene dal prof. Bruttenholm.
Una volta adulto userà le sue abilità per combattere, insieme agli altri agenti del B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research and Defense), le forze occulte che minacciano l’umanità (antiche divinità, vampiri, spettri di ogni genere, ecc.).

Hellboy ha naturalmente attirato l’attenzione di Hollywood, con la produzione di diversi film – interessanti ma non proprio fortunati al botteghino – sia live action che animati.
Una filmografia che ora, in occasione della recente uscita del nuovo Hellboy, andremo a “visitare”, in questo nostro viaggio diretto verso gli oscuri recessi dell’inferno.

Hellboy (2004)

Dopo un prologo dove vengono narrate le origini di Hellboy (Ron Perlman), evocato dai nazisti in Scozia nel 1944, il film salta ai giorni nostri.
Il “buon diavolo” dovrà vedersela con Rasputin (Karel Roden), tornato per scatenare l’apocalisse con l’aiuto del demone Sammael (Brian Steele).
Ad aiutare Hellboy l’uomo anfibio Abe (Doug Jones), l’incendiaria Liz (Selma Blair) e il novellino John Myers (Rupert Evans).

Hellboy
Kroenen con la sua iconica maschera.

Il futuro premio Oscar Guillermo del Toro adatta per il grande schermo la prima miniserie dell’eroe a fumetti, Il seme della distruzione.
Il soggetto offre la possibilità al regista messicano di giocare con alcuni dei suoi feticci: mostri/diversi dall’animo buono, creature lovecraftiane e il fantastico che irrompe nella storia (in questo caso la Seconda guerra mondiale del prologo).
La pellicola è piacevole ma diseguale, con la visionarietà di del Toro imbrigliata dalle esigenze del canonico film supereroistico.
Iconico il nazista non morto meccanico Kroenen, le cui movenze sono rese dall’attore e coreografo ceco Ladislav Beran.

Hellboy La spada maledetta/Fiumi di sangue (2006/2007)

Due nuove avventure per Hellboy e i suoi compagni del B.P.R.D.; una in Giappone, dove dovrà impedire il risveglio di due demoni rinchiusi in un’antica katana, e l’altra in cui si troverà faccia a faccia con la vampira Erzebet Ondrushko (ispirata alla famigerata contessa Erzsébet Báthory).

Due film animati usciti direttamente in DVD, dove ritroviamo il cast dell’episodio cinematografico in veste di doppiatori.
Mike Mignola, il papà delle storia a fumetti del ragazzo diavolo, collabora ai soggetti e produce insieme a Guillermo del Toro.
Alla regia il veterano Tad Stones, precedentemente in forza alla Disney in serie animate come DuckTales e Darkwing Duck.
L’animazione non è eccelsa, vicina agli standard televisivi, ma i due film risultano comunque delle piacevoli nuove incursioni nel mondo di Hellboy.

Hellboy: The Golden Army (2008)

Il principe degli elfi Nuada (Luke Goss) vuole risvegliare l’invincibile esercito meccanico Golden Army per annientare l’umanità, rea di aver distrutto i boschi, dominio della sua razza.
Toccherà ad Hellboy (Ron Perlman) fermarlo.

Sequel superiore in tutto e per tutto al suo predecessore; del Toro si affranca quasi completamente dalle storie a fumetti realizzando un film più personale.
Esteticamente appagante (complice anche la meravigliosa fotografia di Guillermo Navarro), il film ci porta in un mondo fantasy immaginifico e popolato da creature strabilianti (il senso di stupore è vicino a quello della saga di Star Wars).
La storia, semplice ma efficace, è arricchita da spettacolari scene d’azione (superiori a quelle del prototipo) e da gustosi momenti ironici (la scena in cui Hellboy e Abe cantano sbronzi Can’t Smile Without You è da antologia).
Assolutamente da vedere per tutti gli amanti del fantasy, probabilmente il miglior film del regista messicano dopo Il labirinto del fauno.

Hellboy (2019)

Hellboy (David Harbour), con l’aiuto della medium Alice (Sasha Lane) e dell’agente del M11 Ben Daimio (Daniel Dae Kim), deve affrontare questa volta una minaccia che risale ai tempi di re Artù: la potente strega Nimue (Milla Jovovich).

Reboot che si distacca dalla continuity dei film di del Toro, diretto da Neil Marshall (The Descent – Discesa nelle tenebre, Doomsay – Il giorno del giudizio) e scritto da Andrew Cosby.
Il film, con la volontà di essere più fedele ai fumetti, pesca qua e là nella mitologia cartacea del diavolo, inserendo tanti elementi presi da storie diverse.
La sensazione è quella di un film che vuole raccontare troppi episodi, senza capire bene quale direzione voglia prendere.
La pellicola è anche affetta dal morbo dell’utilizzo, continuo ed invadente, di canzoni pop/rock; un’anonima e irritante colonna sonora che accompagna in modo svogliato molte scene.
Il nuovo Hellboy è un film poco riuscito, dove mancano lo charme e la personalità dei due film precedenti (soprattutto di The Golden Army); le scene d’azione frenetiche e l’abbondante splatter non riescono a sopperire alle mancanze della sceneggiatura.

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