Il professional wrestling (chiamato dai più semplicemente “wrestling”, termine usato anche per la lotta corpo a corpo agonistica) è uno sport-spettacolo che combina performance atletiche a componenti drammatiche.
Spesso sottovalutato – e bollato come sciocco, o peggio – è una forma di intrattenimento unica nel suo genere; il classico scontro tra bene e male (i personaggi interpretati dai wrestler si dividono, secondo la terminologia usata dagli addetti ai lavori e dagli appassionati, in babyface/buoni e heel/cattivi, anche se non mancano alcune “sfumature di grigio”) raccontato attraverso una messa in scena sia verbale (i promo, ovvero quando la rivalità tra due wrestler è portata avanti con scambi di battute al microfono) che di combattimento sul ring (match predeterminati abilmente coreografati, vere e proprie scene d’azione eseguite dal vivo, tra manovre acrobatiche e prove da stuntman. Gli “avversari” cercano sempre di tutelarsi l’un l’altro: di non farsi troppo male, ma anche di non apparire così finti da far cadere la sospensione dell’incredulità).

La prima cosa che porta davvero il pubblico ad essere investito emotivamente nei match sono i personaggi, una delle basi di ogni forma narrativa.
La caratterizzazione di un wrestler si chiama gimmick; attorno a questa si costruisce la propria persona, rendendola attraverso attitudine e manierismi, lo stile di lotta sul ring e, soprattutto, il lato estetico (il ring attire – la tenuta da ring – ma anche quello che si indossa in altre occasioni, durante promo e/o vignette video, o prima di salire sul ring, durante l’entrata).

Uno degli oggetti di vestiario più significativi – che sicuramente salta subito all’occhio – è la maschera; elemento di caratterizzazione usato da alcuni wrestler, non tutti, per definire il proprio personaggio.
La maschera è un elemento iconico che può immortalare un lottatore nella leggenda, farlo entrare nell’immaginario collettivo, a volte anche valicando i confini dello sport entertainment (come altre famose maschere della tradizione popolare o del cinema).

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I luchadores Carístico e Místico.

Proprio le maschere sono le protagoniste di questo articolo, in cui elencherò quelle che sono – secondo l’opinione del sottoscritto – le cinque maschere più iconiche del wrestling.
Verranno presi in esame lottatori di qualsiasi promotion (non solo del colosso WWE) e di qualsiasi paese (USA, Giappone, Messico, la patria dei luchadores mascherati).

5. Kane

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Kane con il suo manager Paul Bearer.

Glenn Jacobs è un wrestler attivo in WWE da più di vent’anni che, dopo alcune gimmick non proprio riuscite (il dentista Isaac Yankem), ha finalmente trovato la sua forma definitiva nel personaggio di Kane (esordito nel 1997).
Il Big Red Monster, fratello in keyfabe (la finzione narrativa del wrestling) del leggendario The Undertaker, è una gimmick che affonda le sue radici negli inarrestabili e silenziosi serial killer del cinema horror slasher (Michael Myers e Jason Voorhees in primis).
La gimmick ha subito diverse variazioni negli anni, con cambi di look vari (tra cui anche un lungo periodo senza maschera), e anche il coinvolgimento in storyline discutibili, se non ridicole.
Una carriera che forse non ha sfruttato al massimo le potenzialità dell’inarrestabile colosso, che è riuscito comunque a conquistare un posto nel cuore dei fan con la sua iconica maschera rossa.

4. El Santo

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Anche il film Disney “Coco” ha omaggiato El Santo.

Più che un semplice luchador, un vero e proprio supereroe in carne ed ossa. El Santo in Messico è un’icona popolare, una leggenda dello sport al pari di Maradona per i napoletani (giusto per far capire di che grado di venerazione parliamo). Il paladino del ring, nella sua carriera durata quasi 50 anni (dagli anni ’30 ai primi anni ’80), è stato protagonista anche di una serie a fumetti e di innumerevoli film (sempre interpretando il suo personaggio, sempre con la sua maschera).
La sua semplice e memorabile maschera d’argento è sinonimo stesso di lucha libre; la toglierà pubblicamente solo dopo il suo ritiro durante una trasmissione tv, una settimana prima della sua morte (avvenuta il 5 febbraio 1984 per attacco cardiaco).
La maschera, come da tradizione fra le famiglie di luchadores messicani, è passata a suo figlio, El Hijo del Santo.

3. Tiger Mask

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Satoru Sayama è stato il primo Tiger Mask.

Sei tra i più talentuosi wrestler giapponesi delle loro rispettive generazioni (Satoru Sayama, Mitsuharu Misawa, Koji Kanemoto, Yoshihiro Yamazaki, Ikuhisa Minowa e Kota Ibushi) hanno indossato la maschera di Tiger Mask, gimmick basata sul popolare omonimo manga/anime (famosissimo anche da noi come L’Uomo Tigre).
Piccole differenze negli attire, sempre una certezza: azione spettacolare nel ring e tanti titoli Jr.Heavyweight vinti in tutte le maggiori promotion nipponiche (New Japan Pro-Wrestling, All Japan Pro Wrestling).
Diversi famosi wrestler gaijin (stranieri), durante la loro attività nel paese del Sol levante, hanno impersonato le varie nemesi mascherate di Tiger Mask (la leggenda della WWE Eddie Guerrero ha interpretato Black Tiger II, l’ex WWE Juice Robinson è stato pochi anni fa Red Death Mask).

2. Jushin Thunder Liger

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Jushin Thunder Liger fa la sua entrata sul ring con il mantello d’ordinanza.

Trentacinque anni di attività per il 54enne Keiichi Yamada nei panni di Jushin Thunder Liger (inizialmente solo Jushin Liger), altra gimmick che trae ispirazione dal mondo degli anime giapponesi.
Il personaggio infatti è nato come protagonista dell’omonima serie animata creata da Go Nagai (il papà di Mazinga Z e Goldrake), eroe che trae i suoi poteri da un’armatura biomeccanica demoniaca.
Liger nella sua lunga carriera ha combattuto nelle maggiori promotion di tutto il mondo (NJPW, WCW, WWE), cementando la sua fama di più importante junior heavyweight/cruiserweight della storia del wrestling (lottatori dalla piccola stazza ma dalle manovre spettacolari).
Un innovatore che ha influenzato lo stile di tanti wrestler a venire, inventando mosse come l’acrobatica shooting star press (ispirata ad uno dei colpi mortali di Ken il guerriero).
La sua longeva attività terminerà il prossimo 4 gennaio a Wrestle Kingdom 14 (l’evento annuale più importante della NJPW).

1. Rey Mysterio

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Mysterio indossa un attire ispirato a Capitan America.

Per tutti i ragazzi che hanno vissuto il boom del wrestling WWE nella prima metà degli anni 2000 (fenomeno che attecchì anche da noi con la trasmissione di Smackdown su Italia 1), Rey Mysterio è la maschera del wrestling.
Il piccolo luchador che ha conquistato la “terra dei giganti”: un atleta che grazie alla sua agilità e alla sua tecnica è riuscito a battere avversari molto più grandi di lui, conquistando innumerevoli titoli (tra cui tre titoli mondiali e due intercontinentali).
Uno dei più grandi underdog della storia del wrestling, una figura che ha ispirato grandi e piccini superando ogni avversità.
La sua iconica maschera è stata riproposta negli anni in diverse varianti (famose quelle ispirate ai supereroi dei fumetti), senza però stravolgere troppo l’efficace design di base.
Il 44enne di San Diego è tornato alla fine dell’anno scorso ad esibirsi in WWE, dove probabilmente concluderà la sua strepitosa carriera.

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