Vincenzo (Bernard Fresson), giovane di origine veneta, arriva in una località imprecisata dei Pesi Bassi per lavorare in una miniera di carbone.
Un crollo nella miniera, che lo tiene intrappolato per giorni, lo convince a tornare in Italia e abbandonare il lavoro, ma non prima di aver trascorso un week-end ad Amsterdam con Federico (Lino Ventura), altro minatore.
Nel quartiere a luci rosse si innamorerà della ragazza in vetrina Else (Marina Vlady).

Restaurato l’anno scorso dal laboratorio L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna, La ragazza in vetrina è approdato recentemente su Prime Video.
Il film del 1961, la cui uscita fu ritardata di un anno dalla censura democristiana, arrivò in sala con l’eliminazione di due sequenze (l’incontro carnale – oggi castissimo – tra Vincenzo e Else, la rissa scatenata da Federico in un locale di omosessuali).
Questa brutta esperienza porterà il regista Luciano Emmer ad un lungo iato dal mondo del cinema, durato fino al 1987, durante il cui si dedicherà alla televisione, principalmente alla realizzazione di famosi caroselli pubblicitari.

Il soggetto scelto da Emmer – che vede tra i suoi sceneggiatori Pier Paolo Pasolini – è crudo e molto attuale per l’epoca, le vicissitudini di emigrati italiani nelle miniere di Belgio e Olanda (il film uscì a soli quattro anni dalla tragedia di Marcinelle, che causò la morte di 262 minatori, più della metà italiani).
La prima mezzora della pellicola si dedica proprio a tratteggiare – con taglio duramente realistico, dalle tinte quasi documentarie – la vita in miniera, un lungo prologo claustrofobico immerso nell’oscurità.
Dopo si passa alla parte ambientata ad Amsterdam, vagabondaggio urbano notturno che segue due personaggi diversi (Vincenzo timido, Federico più scafato) ma ugualmente soli e in cerca di svago, di distrazione dalla loro dura vita.
L’argomento scabroso della ricerca di prostitute porta comunque ad un incontro tenero e malinconico, una storia d’amore semplice fatta di sguardi, piccoli gesti e poche parole (Vincenzo ed Else comunicano con i pochi termini che conoscono l’uno della lingua dell’altra, e viceversa, cercando di farsi capire).

Ragazza in vetrina
Marina Vlady è Else, la ragazza in vetrina del titolo.

La ragazza in vetrina è una gemma misconosciuta del Cinema italiano, testimone di un dramma del nostro passato, ma soprattutto una storia d’amore delicata e struggente, un racconto di solitudini che si incontrano.
Da recuperare assolutamente in questa versione magnificamente restaurata, dove sono state ripristinate anche le scene censurate.

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