1983, Red (Nicolas Cage) e Mandy (Andrea Riseborough) vivono tranquilli nella loro casa nel bosco, lontani da tutto.
La loro serenità viene per sempre infranta da una setta di fanatici, guidata da Jeremiah (Linus Roache), che brucerà Mandy di fronte agli occhi dell’inerme Red.
L’uomo, assetato di sangue, darà la caccia alla setta per ottenere la sua vendetta.

Lignaggio regale, che affonda le sue radici nel cinema di genere anni ’80, per il regista Panos Cosmatos, figlio di George Pan Cosmatos (Di origine sconosciuta, Rambo 2 – La vendetta, Cobra).
Seconda regia del greco-canadese, Mandy – dopo il debutto allo scorso Sundance Film Festival – è arrivata direttamente sui nostri schermi domestici tramite la piattaforma Prime Video (piccola nota di disappunto: l’assenza della lingua originale).

Mandy è un pastiche action horror psichedelico, un trip estetizzante nato da una serata a base di b-movie, sludge metal e droghe ricreative varie.
Dall’estetica retrò (con un effetto che richiama la granulosità della pellicola), il film trova il suo principale riferimento visivo nella rilettura adoperata da Nicolas Winding Refn (Solo Dio perdona, The Neon Demon) dei cromatismi di pellicole come Suspiria.
La basica storia da revenge movie è un pretesto su cui costruire una cavalcata selvaggia in un mondo surreale, pieno di influenze derivanti dalla cultura pop, principalmente l’immaginario del cinema di genere degli anni ’70 e ’80 (la casa “vicino a Crystal Lake”, cenobiti motociclisti ecc.).
Assoluto mattatore della pellicola è Nicolas Cage, di poche parole, ma scatenato e sopra le righe come solo nei momenti migliori – o peggiori, a seconda delle opinioni – di Stress da vampiro o de Il prescelto.
Il livello di smorfie caricaturali sfiora il livello “Bruce Campbell”, senza però cadere nello slapstick spinto, il film non si allontana mai troppo dai suoi toni oscuri e psichedelici (più che dalle parti del comedy siamo da quelle dello weird, per intenderci).

Mandy
Visivamente il film regala momenti davvero interessanti.

Un film solo per gli appassionati di certo horror surreale (non sembra a sproposito il parallelo con Santa Sangre di Jodorowsky), che regalerà sicuramente un’esperienza appagante ai fan del genere.

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