Pope (Oscar Isaac) è un ex membro delle forze speciali statunitensi che lavora come soldato privato nella guerra al narcotraffico in Colombia.
Scoperto il nascondiglio del boss Lorea (Reynaldo Gallegos), dove il narcos si è rifugiato con tutti i suoi milioni di dollari, decide di reclutare i suoi vecchi commilitoni: Ironhead (Charlie Hunnam), Redfly (Ben Affleck), Catfish (Pedro Pascal) e Ben (Garrett Hedlund).
Il loro piano è di eliminare Lorea e di tenersi il malloppo tutto per loro.

Triple Frontier è un progetto che ha avuto una produzione travagliata, storia iniziata nel 2010.
La sceneggiatura di Mark Boal (già premio Oscar per The Hurt Locker) doveva inizialmente rappresentare la terza collaborazione di “ambiente militare” con la regista Kathryn Bigelow (oltre a THL i due avevano lavorato insieme anche a Zero Dark Thirty).
Dopo vari slittamenti della produzione, con conseguenti cambi di cast (Tom Hanks, Johnny Depp, Will Smith, Tom Hardy per citare alcuni nomi che si sono via via avvicendati), la Bigelow ha dovuto alla fine rinunciare alla regia per occuparsi di un altro progetto, Detroit.
La situazione si è finalmente sbloccata nel maggio del 2017, con l’entrata in campo di Netflix (ormai sempre più alla ricerca di film che portino prestigio alla sua piattaforma di streaming) e del regista J.C. Chandor (Margin Call, All is Lost – Tutto è perduto).

Triple Frontier abbraccia una delle mode del momento, l’ambientazione crime latinoamericana di opere come la serie Narcos, il film Sicario e le innumerevoli pellicole – sia di fiction che documentaristiche – dedicate a Pablo Escobar, El Chapo e simili.
Immerge in questo contesto un gruppo di “bastardi senza gloria”, soldati che, dopo aver dato tutto al loro paese, si ritrovano incastrati in vite miserabili e senza prospettive.
I cinque decideranno di usare le uniche cose che sanno fare (le varie skill militari) per loro stessi, per dare una svolta alle loro tristi esistenze.
Dopo una prima parte vicina all’heist movie (reclutamento della banda, pianificazione del colpo, esecuzione), dove la tensione a tratti latita, si ha la svolta verso un’efficace deriva survival (una sorta di riproposizione del modello dell’Anabasi, come nelle pellicole di Walter Hill I guerrieri della notte e I guerrieri della palude silenziosa).
La colonna sonora, che sfrutta nelle scene di maggior impatto classici del rock (Fleetwood Mac, Metallica, Creedence Clearwater Revival), risulta invece anonima nelle sue partiture originali (grande delusione visto che il compositore è Disasterpeace, dietro alle musiche di videogiochi come Fez e di pellicole come It Follows).

Triple Frontier
Pope (Oscar Isaac) mostra alla squadra i suoi “giocattolini”.

Triple Frontier è un buon prodotto di intrattenimento, di quelli di “seconda fascia” (quei film di genere che non sono né blockbuster super pompati, né prodotti indipendenti) che sempre meno trovano spazio nelle sale e devono ripiegare sulla distribuzione in streaming.

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