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Arte

Brokekn Nature, alla Triennale di Milano il padiglione del Myanmar richiama l’essere umano a ricordare l’armonia con la natura

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Partecipa alla XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, Broken Nature: Design Takes on Human Survival, la Repubblica dell’Unione del Myanmar con il padiglione dal titolo Armonia tra natura e uomo, curato da Mauro Salvemini.

Il padiglione del Myanmar intende contribuire alla riflessione sul rapporto tra uomo e natura che, specie nel passato, è stato armonico e basato su di un uso ancorato alle tradizioni della stessa natura da parte dell’uomo.
L’ammonimento che deriva da questa riflessione è di utilizzare la natura nello stesso modo in cui un’ape raccoglie il polline ed il nettare dal fiore, né inquina la sua bellezza né esaurisce la sua fragranza. Proprio come l’ape produce miele da ciò che raccoglie, così l’uomo dovrebbe essere in grado di trovare la felicità e la realizzazione nella vita senza danneggiare il mondo naturale in cui vive.
“Il padiglione — sostiene il curatore Mauro Salvemini — intende far sì che il visitatore entri in una atmosfera e in uno spazio di riflessione accolto dall’albero di bambù e dal suono delle campanelle che trascendono lo spazio materiale. Le opere di arte contemporanea birmana in esposizione nel padiglione evidenziano quanto il Myanmar intenda oggi mettere insieme il ‘nuovo’ e la ‘tradizione’ mentre la carta di gelso dello Shan invita il visitatore a lasciare un segno del suo passaggio. E’ necessario che il design sia in armonia con la natura basandosi sulle tradizioni, usandola senza distruggerla e adeguandosi positivamente alla sua impermanenza”.

Commissario generale del padiglione è Andrea Ganelli, Console Onorario del Myanmar per l’Italia Nord-Ovest e Vice Presidente della Camera di Commercio Italia Myanmar, la partecipazione si svolge sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciatore del Myanmar in Italia sig. Myint Naung.
Le opere esposte sono di quattro artisti contemporanei birmani Aung Myint, Nann Nann, NCS (Nyein Chan Su), Saw Moe Zaw e di Lorenzo Bar e Stefano Polo è la scultura dell’albero in bambù. Hanno partecipato alla realizzazione del padiglione la graphic design Gloria Colaianni, la consulente artistica Eugenia Battisti, la designer Michela Bucciarelli, l’industrial designer Flavio Mastracci, il vice commissario Luca Saporiti e il consulente scientifico Antonello Tolve.
Partner della partecipazione sono Marina di Nettuno C.N. S.P.A., Bierre Costruzioni, Culture2All – Onlus, Associazione Italiana Bambù, madeinbamboo–Rete di Impresa, Floorbamboo/Infloor srl, Spontaneo design, Teo Myanmar Tours and Travels e Favini srl oltre ad un numero di volontari italiani e birmani che a vario titolo hanno collaborato al progetto.

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