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Cinema

Footballization: storia di una squadra di calcio speciale

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Si intitola Footballization ed è un documentario che parla di una squadra di calcio, l‘Al-Aqsa, la squadra palestinese simbolo del campo di Borj-el Barajne in Libano, e della storia delle persone che giocano a calcio in questa squadra.
Il documentario è prodotto dall’associazione Tr3sessanta, con la regia del Collettivo Agosf, il produttore esecutivo è Francesco Furiassi, montato da Francesco Agostini, è scritto da Stefano Fogliata, che è anche tra i protagonisti e giocatore dell’Al-Aqsa, che prende il nome dalla principale moschea di Gerusalemme.
Stefano è stato ricercatore in Libano per l’Università di Bergamo dal 2014 al 2017 e il suo intento era quello di mostrare oltre la cerchia accademica quello che stava osservando con i suoi occhi nei campi profughi del Libano, che non sono solo tendopoli, ma anche – ormai – case e palazzi, dove le persone e le famiglie condividono la vita e attraverso lo sport socializzano.
“Volevo raccontare il modo del calcio nei campi profughi libanesi e come questo mondo si sia adattato naturalmente all’arrivo dei profughi siriani. Alcuni di loro erano calciatori professionisti che in Libano non possono giocare per mancanza di documenti. Dopo un anno che giocavo con l’Al-Aqsa mi sono accorto che ero molto più calciatore che ricercatore e quindi ho preso coscienza della differenza di status mio e dei miei compagni e ho deciso di narrare la nostra esperienza. Da qui è nato l’incontro con Francesco Furiassi, lui aveva già prodotto dei lavori focalizzati sul sociale e nell’area mediorientale e una troupe è arrivata ad osservare in Libano il nostro percorso.
Da qui è nato Footballization, un progetto inizialmente senza aspettative, ma che parla di noi, andando oltre ai campi profughi, parla del Paese Libano e dei rapporti con i rifugiati, del suo confinare con la Siria, ma anche della storia di un mio compagno di squadra che doveva arrivare in Italia. Il tutto si snoda attorno alla stagione calcistica dell’Al-Aqsa, fino alla finale di campionato cha abbiamo giocato.
Abbiamo presentato il documentario in varie università italiane, tra cui Bergamo, Venezia, Torino, poi siamo stati chiamati anche a Oxford e Cambridge. Nelle proiezioni ho notato una grande soddisfazione del pubblico inglese che mi ha sorpreso, si sono divertiti molto nel vedere storie di vita quotidiana e i giochi tra noi compagni di squadra. Fin’ora abbiamo presentato il documentario in giro per circoli, ma siamo stati contattati da grandi piattaforme di distribuzione, anche on line – solo per citarne alcune Netflix e Al Jazeera – che si occuperanno della programmazione nei cinema e anche per vari tipi di pubblico”.
Il documentario dura 76 minuti, impreziosito da inserti di animazione di Francesco Zanotti, alla sua realizzazione hanno lavorato 10 cameraman, mentre le musiche sono state donate da gruppi siriani e libanesi e realizzate da Lightyears away, Francesco Agostini, Davide Pagnini, Khebez Dawle, Montecarlo Band.

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