Los Angeles, alcuni protagonisti del mondo dell’arte – il critico Morf Vandewalt (Jake Gyllenhaal), la gallerista Rhodora Haze (Rene Russo) e l’ambiziosa agente emergente Josephina (Zawe Ashton) – vengono coinvolti dalle opere del misterioso artista Vetril Dease (Alan Mandell), trovato morto nel suo appartamento.
Una inspiegabile catena di strane visioni ed omicidi coinvolge tutti quelli venuti a contatto con i lavori del defunto pittore.

Difficile scindere il regista e sceneggiatore Dan Gilroy dalla città di Los Angeles, ambientazione che in tutti i suoi film fa da protagonista.
Dopo la LA delle emittenti tv senza scrupoli, delle notti a caccia di servizi scandalo, de Lo sciacallo – Nightcrawler, e di quella corrotta e disincantata dei prestigiosi studi di avvocati in End of Justice – Nessuno è innocente, Gilroy arriva a quella superficiale e arrivista delle gallerie d’arte.
Questo è il soggetto del film horror satirico Velvet Buzzsaw, distribuito direttamente sulla piattaforma di streaming Netflix.

Velvet Buzzsaw si apre con interessanti titoli di testa animati, dove vengono anticipati in modo stilizzato alcuni momenti salienti della pellicola, una sorta di omaggio al lavoro di Saul Bass (autore dei meravigliosi opening credits di molti classici hitchcockiani).
Purtroppo, dopo questo inizio promettente, il film ha ben poco da offrire.
Un cast dal potenziale esplosivo (oltre i succitati troviamo anche John Malkovich e Toni Collette) è ridotto ad interpretare stupide macchiette, per niente originali e con davvero poco di interessante da dire.
La caricatura del mondo delle gallerie, e la critica alla mercificazione fatta sulle opere d’arte, è blanda; sembra non si sia avuto il coraggio di spingere l’acceleratore sui toni grotteschi.
La sensazione è quella di assistere ad un b-movie horror, uno di quelli poco ispirati e per niente divertenti, con omicidi dalla scarsa inventiva (sembrano usciti da un sequel di Nightmare – Dal profondo della notte di quelli brutti).

Velvet Buzzsaw
Il critico Morf Vandewalt (Jake Gyllenhaal) e la curatrice Gretchen (Toni Collette) attendono ad una mostra.

Visti il promettente regista/sceneggiatore e il cast potenzialmente ottimo, Velvet Buzzsaw non può che deludere.
La sensazione durante la visione è quella di un’occasione sprecata, di un film che poteva regalare qualcosa di sicuramente più incisivo.

Scrivi un commento

it_ITItalian
it_ITItalian