Antonio Magnano (Marcello Mastroianni) è un giovane catanese con la fama di dongiovanni, ma in realtà soffre di impotenza.
Accetterà di sposarsi con Barbara Puglisi (Claudia Cardinale), ragazza di buona famiglia di cui si innamorerà perdutamente.
Il suo problema tra le lenzuola porterà il matrimonio, e la sua reputazione, alla rovina.

Inauguriamo con Il bell’Antonio, classico del cinema italiano diretto da Mauro Bolognini, una nuova rubrica dedicata alle pellicole del passato chiamata Time Warp.
Lo sceneggiatore Pier Paolo Pasolini – prima dell’esordio alla regia – adatta insieme a Gino Visentini l’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati.
L’ambientazione del libro (l’Italia fascista degli anni ’30) viene attualizzata al presente (il 1960) perdendo ogni implicazione socio-politica, ma ponendo così al centro il personale dramma umano del protagonista.

Antonio
Un tormentato Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale in una scena del film.

Mastroianni, nella sua interpretazione immediatamente successiva a La dolce vita, cerca subito di scrollarsi di dosso l’etichetta di latin lover in cui lo star system vorrebbe inquadrarlo.
Il bell’Antonio è l’occasione per affrancarsi da quell’ingombrante ruolo, una vicenda lontana dal glamour internazionale di via Veneto, ambientata nel sud dove si avverte un certo provincialismo,  presente in tante parti della penisola (di cui ancora oggi fatichiamo a liberarci).
Il ruolo del “vitellone” siculo Antonio è perfetto per lo scopo: un ragazzo di bell’aspetto e all’apparenza tombeur de femmes, ma che in realtà nasconde problemi di virilità (gravissimo, soprattutto nella società meridionale dell’epoca).
Una bella prova attoriale, dove l’interprete fontanese tratteggia con dovizia il dramma che affligge il ragazzo, impossibilitato ad avere un rapporto intimo proprio con chi ama di più (probabilmente è un blocco psicologico ad ostacolare la sua potenza sessuale, una sorta di soggezione inconscia verso l’idealizzato oggetto del desiderio).
Il finale è angoscioso, quasi soffocante, con Antonio che – per salvare il buon nome suo e della famiglia – si ritrova incastrato in un futuro matrimonio con la servetta (rimasta incinta probabilmente del cugino del protagonista), ancora follemente innamorato di Barbara.

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Antonio con il cugino Edoardo, interpretato da Tomas Milian.

Il bell’Antonio rappresenta uno spaccato della società dell’epoca, e delle sue fissazioni, attraverso un dramma personale magistralmente interpretato da un grande Marcello Mastroianni.

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