Dunque, iniziamo dicendo che Fleabag è una delle serie tv più divertenti degli ultimi anni, forse poco conosciuta, ma di sicuro amata da chi ne ha visto anche solo una puntata. D’altronde si tratta di pochi episodi di breve durata, con la speranza che ci sia anche una seconda, una terza, una quarta, ecc. stagione.

È così divertente che io l’ho vista tutta d’un fiato ma questa è un’altra storia, o forse no, dato che Fleabag è stata presentata in versione integrale durante l’edizione 2016 del Roma Fiction Fest. Si muore dal ridere, sempre accettando l’idea che l’humour è quello prettamente inglese, si ride ma dentro si nascondono le lacrime e i dubbi di una vita tanto normale quanto tragica.

Phoebe Waller-Bridge è l’attrice/autrice della miniserie, ed è bravissima. Il suo personaggio è quello di una giovane donna inglese con un fidanzato che va e che viene, che ha una sorella sposata e realizzata professionalmente, un padre distaccato e colmo d’ansia, una matrigna del tutto instabile che è una artista contemporanea di riguardo e una migliore amica (purtroppo morta in uno strano suicidio), Boo, con la cui “presenza” si trova quotidianamente a fare i conti e con la quale aveva preso un bistrot in bancarotta di cui ormai è l’unica proprietaria.

La vena divertente di Fleabag è sempre “controllata” dalla perdita di Boo. Si ride, si ride tanto, ma la dose di malinconia che c’è dietro lo sguardo della Waller Bridge è evidente e soprattutto fa riflettere proprio quando ci si aspetta un finale del tutto sereno. I temi principali di cui si parla sono la vita, il sesso e la morte, accomunati dallo sforzo di una creazione “nuda e cruda” di un linguaggio semplice e diretto, con lo stesso schema tecnico di Frank Underwood in House Of Cards, presente?

La morte è sempre presente perché livella le emozioni che la protagonista prova nel presente; non va mai via, ritorna sempre con il volto di Boo, nei momenti più impensabili e fa rimanere sempre tutti coi piedi per terra. I dialoghi, lo abbiamo detto, sono davvero ben scritti, non lasciano mai nulla di non detto, sono pungenti, vivi, a volte delicati e a volte durissimi ma sempre verosimili e centrati sulla vicenda tragicomica in corso.

Aggettivi per descrivere Fleabag? Irriverente, cinica, divertente, distaccata e mai banale, tanto quanto lo può essere una trentenne della sua età in qualsiasi parte del mondo. Sicura di sé ma allo stesso tempo impacciata, impreparata ad affrontare le peripezie quotidiane. Insomma Fleabag è l’amica che tutti vorrebbero avere al proprio fianco, con cui ridere e con coi affrontare la sinfonia dolce amara della vita.

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