L’adolescente Rachel Roth (Teagan Croft) nasconde un oscuro potere dentro di se, misteriosi figuri le danno la caccia.
In fuga, verrà guidata dal suo potere a Detroit dal detective della polizia Dick Grayson/Robin (Brenton Thwaites), ex spalla di Batman allontanatasi dal suo mentore.

Il lancio negli USA della nuova piattaforma streaming DC Universe (servizio che offre contenuti esclusivi basati sull’universo fumettistico di JLA e affini) ha portato la Warner Bros. a produrre diverse nuove serie – sia animate che live action – dedicate alla sua scuderia di supereroi.
Il primo serial realizzato per questo canale è Titans, basato sulla testata a fumetti Giovani Titani (gruppo inizialmente composto dalle sidekick adolescenti degli eroi principali, in seguito ha raggiunto una sua indipendenza aggiungendo tra le sue fila personaggi originali).
Al timone dello show, in veste di showrunner, il terzetto formato da Akiva Goldsman (sceneggiatore di Batman Forever, A Beautiful Mind e Cinderella Man), Geoff Johns (apprezzato autore di fumetti) e Greg Berlanti (il padrino dell’Arrowverse).
La serie (composta da 11 episodi) da noi è disponibile dall’11 gennaio su Netflix.

Titans prende subito le distanze da quanto visto finora in tv legato al DCU, abdica il tono teen drama di Arrow e The Flash in favore di uno più serioso e violento – in modo probabilmente eccessivo –, vicino alle pellicole del regista Zack Snyder (il pensiero va subito a Watchmen).
Siamo catapultati in un universo narrativo già ben strutturato – slegato da quanto visto finora sul piccolo e sul grande schermo – che dà per scontati tanti personaggi (Batman, Superman, Wonder Woman esistono e sono attivi da anni, anche se non li vedremo praticamente mai).
Il mondo di Titans è dichiaratamente rivolto più ai fan che al pubblico generalista dei prodotti CW, aspira ad un taglio più “fumettoso” e maturo.
Se alcuni intenti potrebbero sembrare buoni sulla carta, nella messa in pratica la serie è afflitta da diverse goffaggini e da alcuni scivoloni di sceneggiatura.
La presunta maturità spesso si limita al tono cupo della fotografia e ai sanguinosi pestaggi di Robin, dando l’impressione di voler così mascherare la mancanza di una vera profondità.
Non mancano comunque alcune cose positive (il quarto episodio dove viene introdotta la Doom Patrol, il gruppo avrà presto la sua serie dedicata) e un finale di stagione abbastanza convincente.

Titans
Robin ricoperto di sangue, una scena che ci capiterà spesso di vedere durante la serie…

Una serie con alcuni input interessanti ma anche con tanti difetti, consigliata ai fan irriducibili degli eroi mascherati.

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