Stavros vive in una città grigia perennemente bagnata dalla pioggia, dalle architetture dei palazzi ricorda una città del Nord Italia.
La sua vita sembrerebbe scorrere in un’alienante solitudine in mezzo alla folla, finché non arrivano le voci, voci che sente provenire dallo scorrere dell’acqua.
Che la solitudine lo stia portando alla follia?

Sclavi

Tiziano Sclavi è un’icona del panorama fumettistico italiano; storico collaboratore della Sergio Bonelli Editore, ha creato uno dei personaggi più popolari della casa editrice, Dylan Dog, oltre aver scritto diverse storie per alcune delle testate più importanti (Zagor, Mister No, Martin Mystère).
Una carriera collaterale da romanziere ha prodotto libri come Nero e Dellamorte Dellamore, da cui sono stati tratti i due omonimi film (il primo del 1992 per la regia di Giancarlo Soldi, il secondo del 94 diretto da Michele Soavi).

Le voci dell’acqua rappresenta il primo approdo di Sclavi al formato del graphic novel, un romanzo a fumetti autoconclusivo, non appartenente ad una serie regolare.
I disegni sono affidati al talentuoso Werther Dell’Edera, uno degli artisti che più si è distinto, nell’ultima quindicina d’anni, sia a livello nazionale (John Doe, Detective Dante, Orfani) che internazionale (Punisher War Journal, G.I. Joe: Origins).

SclaviLa struttura narrativa de Le voci dell’acqua è frammentaria, composta da tanti piccoli momenti – al confine tra il sogno e la realtà – il cui filo conduttore, oltre al protagonista, sembrerebbero essere alcune tematiche (i traumi subiti nel corso della vita, la solitudine alienante, la morte).
Il pensiero va ad altre storie di Sclavi, per esempio al collage di episodi surreali di Storia di nessuno (numero 43 della serie regolare di Dylan Dog), un intreccio trasognante di realtà alternative.
Il tono è cupo e malinconico come il suo setting, una città grigia sotto una pioggia incessante, meravigliosamente reso dal tratto espressionistico di Dell’Edera.
Le figure umane stilizzate emergono in spazi essenziali; i volti, spesso e volentieri in ombra, sono resi da un tratto sottile, quasi abbozzato, praticamente evanescenti.

Sclavi

Un volume consigliato a tutti gli amanti dell’opera di Tiziano Sclavi, qui più malinconico del solito, senza quelle parentesi di ironia che hanno caratterizzato alcuni suoi precedenti lavori.

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