Le Isole Faroe sono bellissime, piovose, verdi, incontaminate. Mattias è un ragazzo che ha deciso di vivere la sua vita senza troppo entusiasmo, non che non ne abbia, sia chiaro, ma votato da sempre ad essere come Buzz Aldrin nella spedizione sulla luna. Di lui si ricordano i pochi, eppure c’era e con un ruolo anche abbastanza importante.

Una quotidianità che si sofferma su un lavoro in declino, come quello di giardiniere, su una ragazza che ama fin dai tempi del liceo, con cui conduce la sua vita, stanca ma nel suo piccolo felice.
Mattias ha sempre avuto una grande predilezione per il canto e in una notte di fine millennio decide di partire assieme al suo amico Jøn che si reca nelle Faroe per far successo con la sua band. Nulla poteva andare più storto come in quel periodo. Helle, la sua ragazza, lo aveva lasciato, il vivaio in cui lavorava aveva chiuso soppiantato dai centri commerciali, era un periodo perfetto per chiudere con il passato, dire addio alla Danimarca e partire senza sapere se il ritorno fosse messo in conto.

Johan Harstad

Le “peripezie” del protagonista iniziano così, allo sbando in una piccola città lontana dal mondo, dove prende forma una nuova vita. Tratto in salvo da un uomo misterioso che si prende cura di lui dopo una notte spesa a zonzo tra bar e panchine umide Mattias riesce lentamente a prendere coscienza di stare esistendo davvero, incontra altri 4 giovani come lui che vivono in una vecchia “fabbrica” guidati da Havstein, un medico che si prende cura di ragazzi difficili e tenta di riportarli a vivere, attraverso il lavoro e lo studio sulla propria personalità.

È in questa atmosfera che si svolge il viaggio interiore più importante di Mattias. Egli imparerà di nuovo a rapportarsi con gli altri, a compiere tante piccole azioni che lo ricondurranno all’autonomia, al senso di avere una famiglia, amici e idee sul futuro, scoprirà cosa vuol dire amare, di nuovo, per davvero e a sognare un lungo viaggio per mete lontane e del tutto diverse dal clima con cui ha dovuto combattere per tanti mesi.

Riuscirà ad uscire dalla noia della consuetudine? Diventerà di nuovo cosciente delle proprie possibilità? Sono risposte che si scopriranno solo leggendo questo primo libro di Johan Harstad, uno straordinario viaggio nelle debolezze dell’animo umano e del loro andare verso l’autosufficienza, un percorso a tratti impervio, dove è necessario elaborare ogni piccolo messaggio, in un mondo invaso da troppa comunicazione instabile ed insicura.
Opera prima riuscitissima per un autore di cui già in molti hanno invocato la pubblicazione di altre opere in Italia. Iperborea come al solito non sbaglia e ci rende partecipi del lungo viaggio di Mattias verso la Luna, le sue luci, le sue ombre e la sua tranquillità.

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