La recente cattura del terrorista Cesare Battisti, militante del gruppo estremista Proletari Armati per il Comunismo, ha riaperto una ferita ancora fresca della nostra storia recente, quella legata agli Anni di piombo.
Questa memoria comunque non va perduta ma coltivata; crimini – perpetrati da fanatici di ogni fede politica – che non vanno dimenticati, soprattutto per rispetto delle vittime.
In questo ci aiuta anche il cinema, arte capace di rendere questi oscuri momenti indelebili. I film sono in grado di donarci immagini iconiche – che si vanno ad accumulare alle foto e ai servizi giornalistici dell’epoca – che si imprimono a fuoco nella nostra mente e ci spingono alla riflessione.

Buongiorno, notte (2003)

Anni di piombo
Luigi Lo Cascio è lo spietato brigatista Mariano

1978, gli ultimi giorni del presidente della DC Aldo Moro (Roberto Herlitzka) , catturato dalle BR e tenuto prigioniero in un appartamento romano. Solo la brigatista Chiara (Maya Sansa) inizierà a porsi dei dubbi e ad empatizzare con il leader politico.
Il regista Marco Bellocchio crea un racconto intimista, tutto incentrato sui volti dei suoi protagonisti e sui piccoli dettagli. Un film claustrofobico, con tante parti concentrate nell’appartamento, dalla ricostruzione storica che riesce magistralmente – tramite anche l’utilizzo di immagini televisive dell’epoca – a restituire l’atmosfera pesante del periodo.
Una visione drammatica e a tratti struggente.

Romanzo criminale (2005)

Anni di Piombo
La versione cinematografica dei tre boss della Magliana

Il Libanese (Pierfrancesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart) e il Dandi (Claudio Santamaria) sono la spietata Banda della Magliana.
L’associazione criminale romana entrerà in contatto – a volte in modo diretto – con tante vicende oscure degli Anni di piombo: la vicinanza al terrorismo nero e ai servizi segreti, il sequestro Moro, la strage della stazione di Bologna.
Michele Placido, adattando il best seller di Giancarlo De Cataldo, guarda al gangster movie americano, soprattutto al lavoro del regista Martin Scorsese.
Dallo stesso romanzo Stefano Sollima trarrà la serie tv di Sky, già diventata un cult e fautrice della “crime mania” italiana (Gomorra, Suburra, ecc.).

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970)

Anni di piombo
Lo strepitoso Gian Maria Volonté in una scena del film premio Oscar

Un dirigente di polizia (Gian Maria Volonté), appena promosso alla guida dell’ufficio politico della Questura, uccide l’amante (Florinda Bolkan) disseminando indizi ovunque, arroganza o inconscio desiderio di pagare per il suo crimine?
Il film di Elio Petri è sicuramente lo storicamente più fantasioso (non è basato su un fatto storico realmente avvenuto e documentato), ma è il cinematograficamente più rilevante del terzetto.
L’incubo grottesco messo in scena da Petri descrive con efficacia un sistema corrotto, pronto a tutto per insabbiare i propri errori e le proprie colpe per non perdere di credibilità.
Un’altra faccia degli Anni di piombo, dove oltre i crimini legati al terrorismo si aggiungevano gli abusi e i complotti di una parte deviata delle autorità.

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