Anni ’90, scuola elementare, mentre la maggioranza dei miei compagni subiva il fascino muscolare degli eroi dell’action duro e puro – ricordo una morbosa infatuazione diffusa per le doti marziali di Jean-Claude Van Damme – io provavo interesse anche per altri tipi di eroi, dediti alla disciplina dell’intuizione.
Investigatori che risolvevano un caso dopo l’altro, raramente passando all’azione, come Sherlock Holmes e Hercule Poirot.
Proprio il paffuto detective belga – come sottolineava irritato lui ogni volta che veniva scambiato per francese – suscitava la mia ammirazione di bambino in carne (ero un grande appassionato della classica serie televisiva con David Suchet).
Oggi, per la ricorrenza della morte della sua illustre autrice Agatha Christie, volevo proporre una lista di alcune delle trasposizioni più interessanti delle opere della scrittrice e drammaturga inglese, una dei numi tutelari del whodunit.

Dieci piccoli indiani (1945)

Christie
“I sei poveri indiani giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto,solo cinque ne restar.”

Dieci sconosciuti, invitati da un ospite misterioso, si ritrovano insieme su un’isola per passare un week-end, inizieranno naturalmente a morire uno dopo l’altro.
La prima e più efficace trasposizione del classico romanzo, uno dei più fulgidi esempi di enigma della camera chiusa.
Produzione americana per il regista francese René Clair, che decide di adottare il finale più positivo della riduzione teatrale (scritta sempre dalla Christie).
Il mistero è abilmente insaporito da un pizzico di humour nero e da alcune interessanti soluzioni visive.

Testimone d’accusa (1957)

Christie
Marlene Dietrich e Charles Laughton sono i mattatori del film.

Un famoso avvocato (Charles Laughton), dopo un prolungato periodo di ritiro dovuto ad un infarto, riesce a far assolvere un uomo accusato d’omicidio (Tyrone Power). Che ci si nasconda qualcosa di più dietro alla faccenda?
Tratto dall’omonimo dramma teatrale, Testimone d’accusa è uno degli innumerevoli capolavori diretti dal leggendario regista Billy Wilder (Viale del tramonto, La fiamma del peccato, L’appartamento, solo per citarne alcuni).
Il film è probabilmente il migliore adattamento cinematografico di un’opera di Agatha Christie (all’epoca fu la stessa autrice ad affermarlo); merito anche di un cast perfetto, su cui spiccano una magnetica Marlene Dietrich e un gigantesco – e divertente (i duetti con l’infermiera) – Laughton.

Assassinio sull’Orient Express (1974)

Christie
Il ricco cast con l’Anthony Perkins di Psyco in testa.

1935, sull’Orient Express, treno partito da Istanbul, viene ucciso l’uomo d’affari Samuel Ratchett (Richard Widmark).
Toccherà al detective Hercule Poirot (Albert Finney) scovare l’assassino che si nasconde tra gli altri passeggeri.
Probabilmente l’avventura più famosa dell’investigatore baffuto, con diversi adattamenti sia per il piccolo che per il grande schermo (la più recente è quella di Branagh del 2017).
La versione del regista della New Hollywood Sidney Lumet è probabilmente la più significativa, contraddistinta da un cast stellare (oltre a Finney troviamo Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Sean Connery, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave e molti altri) e da una sontuosa ricostruzione d’epoca (furono addirittura usate le originali carrozze del famoso treno).

The ABC Murders (2018)

Christie
John Malkovich è un inusuale Poirot.

Un misterioso serial killer, che lascia come firma dei suoi delitti la Guida Ferroviaria ABC, sfida Poirot (John Malkovich) inviandogli alcune lettere. Il detective, anche se ormai anziano, inizia la sua caccia.
Miniserie televisiva di tre episodi prodotta dalla BBC, tratta dal romanzo La serie infernale, che offre alcune variazioni interessanti rispetto alla sua fonte letteraria.
Il Poirot ritratto è ormai sul viale del tramonto, praticamente ritirato, e completamente solo (tutti i suoi amici più stretti, come il capitano Hastings, sembrerebbero passati a miglior vita).
Al posto del più amichevole ispettore Japp troviamo il giovane, e meno collaborativo, ispettore Crome (Rupert Grint), con cui il nostro eroe avrà un rapporto conflittuale.
Un Hercule Poirot diverso, più inquieto e dall’oscuro passato, che agisce in un universo cupo e violento, su cui pende l’ombra del secondo conflitto mondiale.

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