La lista di cose da vedere si allunga sempre più. Oggi però vorrei spendere due parole su Wanted, che ha appena visto pubblicata da Netflix la terza stagione.

Lola e Chelsea, sono due donne che non hanno nulla a che fare tra di loro (rispettivamente una cassiera e una rigida contabile). Hanno la fortuna (o sfortuna) di trovarsi coinvolte in un incidente mentre sono alla fermata dell’autobus. Sono incastrate. Da quel momento saranno costrette a fuggire, in Australia, a Bangkok, in Nuova Zelanda, e, possibilmente, incasineranno ancora di più la loro situazione.

Lola è una donna a cui la vita non ha regalato nulla, sa come avere ciò che vuole e quando serve sa usare le mani, i bastoni, i coltelli o le pistole. Chelsea è il suo alter ego, vive una vita ovattata, figlia di una buona famiglia e con un buon lavoro, non sa quello che vuole e alla fine non gli importa più di tanto: vive.

Andando avanti con gli episodi si nota come la vicinanza di Lola riesca a tirare fuori dalla sua nuova compagna di avventure una personalità del tutto inedita e fuori dagli schemi. Chelsea diventa un personaggio credibile, quasi adorabile nella sua goffagine e nella sua nobiltà di modi ed animo. Ma in qualche modo anche la vicinanza di quest’ultima riesce ad ammorbidire il rigido cipiglio di Lola, rendendola più umana e più mansueta.

Le due novelle Thelma e Louise si troveranno nei guai e li risolveranno a ritmi incredibilmente folli (questo rende meno verosimile la serie, ecco, i tempi narrativi) che riescono a non annoiare mai, ma creano anche un susseguirsi di eventi decisamente inattesi e poco credibili (la vicenda del figlio di Lola, ad esempio, o il modo in cui lei e Chelsea riescono ad uscire dalla prigione). Fatto sta che l’intreccio alla fine funziona, tiene incollati allo schermo e rende, soprattutto Chelsea, dei personaggi estremamente positivi, nonostante ci mettano 2 secondi a scassinare una portiera e impadronirsi di un’automobile (alcune volte ho pensato che fosse una presa in giro, davvero).

La trama non è nulla di complicato, i personaggi sono delineati per quanto servono allo svolgimento della storia, nella seconda e nella terza stagione ci sarà molto più spazio per affrontare il passato di Lola e Chelsea e questo servirà a renderle molto più interessanti rispetto ai primi episodi. Le riprese, in alcuni casi, sono a dir poco mozzafiato. Forse sono io ad aver subito il fascino degli antipodi australi, ma le coste, le montagne, il deserto e i diversi paesaggi all’interno dei quali si intersecano le strade, fanno restare a bocca aperta, insomma sono azzeccatissime, senza scadere nell’emotività e nell’esotismo di presentare fortuiti incontri con canguri, diavoletti o koala che si arrampicano con lentezza su piante di eucalipto. L’Australia viene presentata come un continente largamente spopolato, con distese di erba a perdita d’occhio, e con paesaggi costieri che la rendono un posto unico.

Chelsea diventa il personaggio che rimane più a cuore, dai lineamenti gentili e dalle buone maniere. Non è soltanto un inceppo alla storia di Lola, ma piano piano agisce e punta i piedi per fare andare le cose come vuole lei, diventa co protagonista e quando ciò avviene, in modo surreale, tutti se ne accorgono – soprattutto i cattivoni di turno.

Wanted è una serie che dovete vedere se volete passare del tempo in totale relax. Raramente ci sono tempi morti, ma azioni su azioni che tengono gli episodi ad un ritmo sostenuto. Io stesso non mi sono reso conto di aver iniziato la terza stagione se non al terzo episodio. Non c’è tempo per fare i capziosi, le due eroine o si amano o si odiano, si gioisce per quello che riescono a fare e si pongono domande sul loro passato rendendole vere “ricercate” anche nella realtà ben meno ricca di suspense ma molto più umana.

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